Un assaggio vale un ricordo: i cajoncìe da megol vert della Val di Fassa

La cucina trentina come la macchina del tempo. Capita che a volte, decidiamo di preparare un piatto solo per rivivere attraverso i suoi sapori i ricordi unici di una giornata particolare. In una fredda mattina d’inverno in Trentino, nella nostra cucina entra vento di estate: abbiamo voglia di cajoncìe da migol vert, per provare la stessa magia di una fresca serata di luglio in Val di Fassa…


Con alcuni amici, ci siamo spostati dall’Hotel Ladinia a Canazei per partecipare alla festa Te anter i tobie (in ladino, in mezzo ai fienili). Vagabondavamo senza meta, con leggerezza, tra le vie romantiche e suggestive del paese, con l’aria frizzante a solleticarci il corpo (che gioia: in città era stata una giornata particolarmente afosa!). Ad un certo punto, abbiamo incontrato loro: i cajoncìe da migol vert…è bastato un semplice sguardo…il profumo del burro, gli spinaci, la pasta soffice…è stato subito amore!

I cajoncìe da migol vert sono dei piccoli ravioli a forma di mezzaluna, ripieni di spinaci selvatici. Sono un piatto tipico della tradizione ladina: semplice e povero, realizzato con prodotti esclusivamente del territorio, oggi verrebbero definiti una proposta a “kilometri zero”. Un tempo, la raccolta degli spinaci era un rito per tutte le famiglie fassane. I bambini coglievano gli spinaci nei campi, divertendosi a farli scoppiare fra le dite, mentre le mamme, tagliavo le erbe con la zapadoa (una specie di coltello dal manico fissato al tagliere) con un ritmo tale da ricreare melodie per entusiasmanti balli :-)

Gli ingredienti

•    125 gr. Farina “00”
•    125 gr. Farina segale
•    2 uova
•    5 gr. di sale
•    Acqua se necessario
•    spinaci selvatici di montagna (o spinaci)
•    1 scalogno tritato
•    ½ aglio
•    formaggio TrentinGrana
•    sale , pepe , noce moscata
•    burro

La preparazione

Impastare le farine, il sale e le uova, fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lasciar riposare un’ora. Dorare lo scalogno e l’aglio nel burro, aggiungere gli spinaci ed insaporire con sale pepe e noce moscata. Tagliare gli spinaci a coltello e a freddo aggiungere la ricotta e il grana. Stendere la pasta fino allo spessore di circa 1 mm. Coppare dei dischetti di 8-9 cm, adagiare ½ cucchiaio di ripieno, spennellare la pasta con poca acqua e chiudere a  mezzaluna. Cuocere in acqua bollente per 5-6 minuti, quindi condire con burro fuso e Trentin grana.
Finalmente pronti, ci basta un assaggio di cajoncìe da migol vert per tornare a quella sera d’estate…dopo aver mangiato e bevuto un buon bicchiere di vino, abbiamo assistito alla sfilata e ai balli…Sulla via del ritorno, verso il parcheggio, qualcuno ha proposto: “Facciamo un salto a Passo San Pellegrino?”… ma questo è un altro racconto!
La cucina come la macchina del tempo…voi che viaggio avete fatto? Quale piatto vi conduce in un romantico viaggio tra i ricordi?

Ricetta dello Chef – Patrick Schenk – Hotel Ladinia