Ricette di Carnevale: i crostoli del Trentino

A Carnevale ogni dolce vale! Il diario di un giorno speciale: sotto lo sguardo vigile della nonna, ho imparato a fare i crostoli del Trentino…perché imparare da loro è sempre un’emozione particolare!

La neve è arrivata ovunque con tutta la sua magia! Dopo una giornata sotto i soffici fiocchi di neve, tornando a casa ho solo voglia di coccole…Esiste un modo migliore di viziarsi, che con un bel dolce?
Frugo subito nel mio ricettario (sembro quasi un cuoca esperta!)…la selezione è ferrea: nel mio frigo ho solo gli ingredienti base, giusto per garantirmi la sopravvivenza, e la voglia di strafogarmi immediatamente in un buon dolce è maggiore di quella di mettermi ai fornelli…Tra i vari post-it e libri, trovo la ricetta dei crostoli, un dolce tipico del Carnevale trentino. Arriva direttamente dalla mano di uno Chef, Maurizio, il cuoco dei Brunet Hotel, che tormentato dalle mie domande insistenti (se solo i muri potessero parlare!) ha scritto sulla mia agenda lo scorso weekend, quando come sapete sono stata in Valle di Primiero

E’ una vecchia ricetta che Maurizio custodiva gelosamente, e che passa nella sua famiglia, da sempre, di generazione in generazione…Ci racconta di quando era piccolo, e insieme ai suoi fratelli attendeva con ansia il Carnevale, per vestirsi in maschera e scendere in piazza per competere insieme ai suoi amici alla gara dei bigoli (prova difficile: mangiare gli spaghetti senza l’aiuto delle mani, che erano legate dietro alla schiena). Finita la festa in paese, tutti a casa a ricaricarsi con un piatto di crostoli e un bicchiere di latte! Coinvolta da tutto quest’amore famigliare, ho chiesto subito alla mia nonna, Maria (santa donna!), di aiutarmi…Terrorizzata al solo pensiero di me, sola nella sua cucina, ha ceduto e ha deciso di assistermi in questa sfida culinaria…

Passo numero 1 – Gli ingredienti

1 Kg di farina
5 uova
50 grammi di burro fuso
1 pizzico di cannella
1 dl vino bianco (due bicchierini)
1 dl grappa (due bicchierini)

Passo numero 2 – Nonna vs nipote 1 a 0

Ora si inizia a fare sul serio: impastiamo tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea…operazione alla quale riesco a dedicarmi solo qualche secondo: la nonna impazientita dal mio movimento maldestro e dal numero indefinito di grumi, mi ruba tutto e conclude ottimamente il lavoro!

Passo numero 3 – Via con il mattarello

Lasciamo riposare l’impasto per mezz’ora (giusto il tempo per ascoltare dalla nonna i suoi ricordi del Carnevale, davanti ad una tazza di tè caldo)…appena suona il timer del forno, inizio a tremare: ahimè è l’ora del mattarello! Vigendo disinvoltura lo impugno, lo ricopro di farina (non è un suggerimento di Maurizio, ma preferisco prevenire eventuali danni, anche se non mi aiuterà poi nel momento della frittura), e inizio a tirare l’impasto piuttosto sottile. Lascio a voi immaginare, se anche questa volta è stato necessario l’intervento della nonna…

Passo numero 4 – Taglio & friggo

Il momento più divertente: il taglio dell’impasto steso. Armata di rotella tagliapasta, disegno dei piccoli rettangoli (forse non rispettando troppo le misure suggerite da Maurizio: rettangoli 10 x 5)…Il più ormai è fatto: è sufficiente prendere ogni crostolo e immergerlo nell’olio già scaldato (nota per i professionisti: a 165 gradi), girandoli fino ad ottenere una coloratura leggermente dorata…
Raccogliamo i crostoli con un colino, asciughiamo l’olio in eccedenza su carta cucina, e spolveriamo il tutto con abbondante zucchero a velo…
Per la legge non scritta “tutto ciò che fritto è buono”, io, nonna e tutti gli spettatori che ci fissavano scettici nel procedimento, ci siamo lanciati a mangiare i nostri meravigliosi crostoli…OTTIMI! Dallo sguardo della nonna stupito, si intuisce che non ci avrebbe mai sperato… Grazie Maurizio!
E’ una ricetta facilissima, dovete assolutamente provarla… Il mio ingrediente segreto? Una nonna, un figlio o un nipote a tenervi compagnia…Attendiamo i vostri commenti!