Orzotto alla trentina: un piatto della tradizione che scalda il cuore

L’orzotto alla trentina è un piatto che scalda il cuore ed evoca ricordi dolci…

Più della memoria, sono i sensi a portarci indietro nel tempo. Come le madeleine di Proust, una fragranza, un sapore, la consistenza di un cibo può farci viaggiare all’indietro nella nostra vita, farci rivivere dei momenti, farci reincontrare delle persone, farci riprovare delle emozioni.

Questo è l’effetto che mi ha fatto l’orzotto alla trentina. Un piatto dagli ingredienti semplici che mi ha riportato nella cucina di mia nonna, le sue maioliche bianche e azzurre, la stufa a gas, le sue mani sottili e veloci che facevano da sole mentre lei mi parlava, mi raccontava cose di un altro tempo e un altro mondo. Io scrivevo nel mio quaderno, per non perdere niente, e intanto aspettavo quelle minestre dense e saporite che solo lei sapeva fare.

Per questo, oggi per la nostra ricetta del venerdì ho deciso di proporre proprio quella dell’orzotto alla trentina, nella versione della signora Maria dell’Agritur “El Volt ” di  Palù di Giovo.

ORZOTTO ALLA TRENTINA

INGREDIENTI per 6 persone

 1 kg di verdure miste : sedano, carote, porri, patate,  poca cipolla, verze, fagioli secchi

250  gr. dii chicchi orzo  preventivamente messo a  bagno per una notte assieme ai fagioli secchi

150 gr. pancetta  affumicata tagliata a striscioline

 un paio di piedini di maiale in salamoia’ o in alternativa  una lucanica secca  o  un pezzo di speck affumicato e stagionato.

 PREPARAZIONE

In una capiente  casseruola, rosolare la pancetta con un filo d’olio d’oliva, dopo un po’ aggiungere le verdure crude e  continuare la rosolatura mescolando bene.

Aggiungere poi  l’orzo   i fagioli e i piedini, coprire  con  dell’acqua o brodo e far andare lentamente per un paio d’ore a fuoco medio, fino a quando le verdure si saranno passate completamente e a giusta cottura dell’orzo. Le carni aggiunte daranno consistenza e gusto  al tutto.

Si presenta come una morbida e saporitissima  minestra asciutta, da servire ben calda con un filo d’olio d’oliva del Garda  e a piacere  del trentingrana.

Ottimo primo piatto autunnale, si abbina bene con  il Pinot Nero , vino rosso   di buona struttura che si apprezza per le sue particolari note aromatiche di piccoli frutti di bosco come le more e i mirtilli  con note speziate  che danno complessità e finezza al naso.

Il gusto è fragrante e vivace  con note di salinità  che lo rendono molto elegante e persistente in bocca.

BUON APPETITO!