OLTRE IL BIO, OLTRE IL KM ZERO: IL FORAGING

Siamo all’inizio della primavera ed è il momento perfetto per sperimentare un nuovo modo per alimentarci! Vita Nova propone il foraging: esplorare la bellezza dei luoghi, raccogliere cibi spontanei e selvatici, avere la passione per la cucina, sono le attività che riassumono il significato di questa parola, un inglesismo che sintetizza l’antico andar per campi e boschi alla ricerca di erbe spontanee. Una pratica che ci restituisce il contatto con la natura attraverso la raccolta di cibo spontaneo vegetale, esplorando montagne, colline e foreste.

montagna sole fiori rosa canina

L’obiettivo del foraging è quello di diffondere la cultura del rispetto e della sicurezza del territorio attraverso l’attività di raccolta di erbe e frutti selvatici; rimanere connessi e in sintonia con l’ambiente che ci circonda per ristabilire una consapevolezza concreta delle materie di cui ci nutriamo e della loro origine. Si basa sull’alimurgia, la scienza che riconosce l’utilità di cibarsi di piante selvatiche per scopi salutistici.

Proviamo a tornare alle origini, a recuperare le tradizioni del passato, immaginiamo di fare la spesa nei boschi, tra i luoghi incontaminati e selvaggi e poter tornare a casa e sperimentare nuove ricette e nuovi sapori che ci permetteranno di raccontare a tavola un nuovo modo di nutrirci con una cucina del tutto naturale. Castagne, erbe selvatiche e persino fiori ma anche muschi, cortecce e licheni, bacche di rosa canina e fiori di sambuco, alimenti selvatici, naturali, senza costi, cresciuti in ambienti incontaminati, con cui poter sperimentare il nostro modo di mangiare wild.

bosco tarassaco radici montagna

Per poterci procacciare il cibo in maniera naturale è necessario imparare a riconoscere e selezionare gli alimenti ritenuti commestibili e adatti al nostro nutrimento: è necessario essere accompagnati da persone esperte che conoscono le regole della raccolta al fine di mantenere benessere e sicurezza sia personale che ambientale.

Il foraging ci regala un’immersione nella natura per capire l’ambiente e gli ecosistemi, approfondendo la conoscenza del mondo vegetale, delle risorse alimentari disponibili a impatto zero e il loro uso. Lo studio di piante, frutti e radici spontanee dei diversi ecosistemi permette di riscoprire le antiche tradizioni e le identità culturali caratteristiche di ogni territorio, anche per cercare una vera e propria sostenibilità alimentare che va oltre il km zero e il biologico. E’ una (ri)scoperta di sapori antichi, non elaborati, che con qualche accorgimento è possibile imparare a conservare e utilizzare in nuove ricette e rivisitazioni di classici della nostra cucina.

lichene bacche

Una pratica famosa da qualche anno, che sta prendendo sempre più piede anche grazie ai piatti a base di licheni e muschi dello chef René Redzepi, patron del ristorante Noma di Copenaghen, premiato come miglior ristorante al mondo nel 2014 secondo la classifica The World’s 50 Best Restaurants. Lo chef Redzepi è un convinto sostenitore del foraging, e proprio quest’anno ha deciso di dedicarsi al suo studio e alla creazione di una fattoria urbana autosufficiente, per una cucina che valorizzi le risorse naturali commestibili tipiche del territorio.

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