Non conosci la Val di Fassa se…La magia del Carnevale ladino

“Non puoi dire di conoscere veramente la Val di Fassa, se non sei mai stato al Carnevale Ladino” ci ripetono ogni volta i nostri amici fassani. Noi, che abbiamo scalato con fatica il Ciampedìe e siamo morti e rinati sulla conca di Fuciade, dunque non possiamo essere considerati ambasciatori di questo straordinario territorio… Ieri decidiamo così di colmare la nostra lacuna e alle ore 14.30 puntuali, siamo a Campitello di Fassa pronti a festeggiare il carnevale…

E’ una domenica meravigliosa: i fiocchi di neve cadono lentamente, attraverso le Dolomiti, e riportano ogni cosa alla loro essenza. Dall’Hotel Medil, dove soggiorniamo, ci rechiamo in piazza per partecipare al Carnascer de Ciampedel: carri e maschere riempiono tutti gli spazi con i loro colori e la loro allegria. Il tema di quest’anno è l’inverno appena trascorso, e ovunque si trovano spiritosi riferimenti alla crisi, al freddo e alla neve che ha ricoperto tutta l’Italia…E’ impossibile non farsi coinvolgere dal loro entusiasmo: in un attimo ci ricordiamo quanto è bello essere bambini e ci pentiamo di non aver pensato ad un travestimento carnevalesco!

Nell’aria, si respira l’importanza della festa: il carnevale è da sempre l’evento più importante della tradizione ladina. Quanti volti e immagini portiamo via con noi, per conservarli nel nostro cassetto dei ricordi…

Le Mascherèdes

Sono le maschere che sfilano per le vie di Campitello, sorprendendoci alle spalle e regalandoci improvvisi sorrisi. Riportano ai nostri tempi, i personaggi dell’antica quotidianità fassana, in modo burlesco e canzonatorio! Facciamo così la conoscenza del Laché, che guida tutta la mascherèda e dà l’inizio ufficiale al carnevale con la frase d’apertura: “Chiedo il permesso di entrare in questo castello o palazzo che sia con tutta la mia bella e gran compagnia”. Entrano di seguito tutte le altre maschere: il Bufon, che ci colpisce più volte scherzosamente con la sua “stica” (la bacchetta) e i marascons, che saltellano sotto il braccio e a ritmo preciso.

Le Facerès

Sono le maschere di legno, che rendono unici i travestimenti fassani. Ogni figura è intagliata con estrema maestria dagli scultori locali, che ci lavorano tutto l’anno. Le avevamo già incontrate quest’estate, nei vecchi e storici fienili a Canazei, nella festa Te anter i Tobié: un altro magico evento della tradizione fassana.

Le Sfilate

Fassani, ma anche tanti turisti, hanno partecipato in prima persona alle sfilate, tutte colorate e divertenti. Il carro più caratteristico? La sfilata dei coscric, i coscritti maggiorenni della Val di Fassa, riconoscibili ovunque per il loro cappello ornato con i fiori, il Ciapel da Coscrit…

Dopo aver brindato alle maschere e assaporato infinite golosità, nel tardo pomeriggio torniamo verso l’hotel. Siamo felici e sorridenti: non respiravamo la vera magia del Carnevale da tanto tempo…ora, ci sentiamo ufficialmente i nuovi ambasciatori della Val di Fassa!

Voi come avete festeggiato il Carnevale? Avete abbandonato ogni indugio e vi siete travestiti?