Le emozioni del Trentino in foto: Federica e Mario raccontano [LE INTERVISTE FOTOGRAFICHE]

Dimmi cosa vedi e ti dirò chi sei. Continua il nostro appuntamento settimanale con le interviste fotografiche, per conoscere meglio i nostri “sognatori”.

Ogni settimana intervistiamo due blogger che parteciperanno al Wellness Blog Trip dal 15 al 18 dicembre. Lo facciamo in un modo originale, attraverso il racconto delle emozioni, dei ricordi e delle suggestioni suscitate da 3 fotografie che mostriamo loro.

I protagonisti delle nostre interviste fotografiche di oggi sono Federica, viaggiatrice sensoriale autrice del blog Travel to Taste, e Mario, il nostro talentuoso videomaker, autore di tutti i video che condividiamo con voi nel nostro blog.

Buona lettura!

Federica: Le zucche mi fanno certo pensare alla cucina, mia grande passione insieme ai viaggi. Mi piace andarle a scegliere direttamente in Azienda Agricola toccandone la buccia, per poi sperimentare qualche nuovo piatto.

Mario: Zucche, zucche, zucche. Di tutte le forme, colori, e sapori. E a volte anche rumori, perché essiccate o svuotate possono anche essere suonate. Per capire la bellezza di queste sculture vegetali basta ricordare  Alessandro Guerani (food photographer) quando dice “Le zucche sono fra le verdure le modelle più belle”. Ho molti ricordi legati alle zucche; come quella volta che andai a Zurigo  per una mostra di pittura con un carico agroalimentare che prevedeva oltre alle zucche, melograni, basilico e mozzarella di bufala campana, e mi divertii molto  nel vedere come gli ospiti del vernissage interagivano con quelle forme gastronomiche aliene tentando di tagliare i chicchi del melograno col coltello o masticando il basilico come gli indios fanno con la coca, o scambiare una zucca per una scultura d’arte moderna. Insomma avrete capito che la zucca mi piace molto, dai tortelli mantovani, al risotto, alla mostrada ai dolci. Buona zucca a tutti!

Federica: La foto mi fa pensare al calore di una stufa accesa, dove stanno arrostendo le castagne. Davanti al camino, invece, un gruppo di amici sorseggiano vin brulé dopo aver sciato sulle belle piste innevate del Trentino. Magari fuori, da qualche parte in mezzo alla neve, c’è anche una sauna per rilassare i muscoli.

Mario: Questa foto rappresenta la cosa più difficile da affrontare: il freddo. Sarà pur vero, come si dice nei paesi scandinavi, che “non esiste il freddo ma solo abiti non adatti” (o come diceva Woody Allen: “l’eterno nulla va perfettamente bene se sei disponibile ad affrontarlo con un abito adatto”), comunque io gli abiti adatti non so neanche come sono fatti. Ripongo le mie speranza più che sui vestiti, sui cibi adatti confidando nel potere taumaturgico del vin brulé.

Federica: Quella nella foto sembra la chiave di un castello, tanto è grande. Potrebbe anche combaciare con la serratura di un maso del Trentino ma, comunque, sa di qualcosa di antico ed autentico.

Mario: Questa chiave mi ricorda la casa (non palazzo) Grazioli; un salto nel tempo, negli usi e costumi della val di Pejo. Ricordo lo stupore nel vedere quella cucina dalle pareti annerite dalla fuliggine, dove il fuoco centrale serviva a scaldarsi e cuocere i cibi ed il fumo veniva lasciato libero di vagare per affumicare i salumi. I piccoli passaggi “segreti” per trasferire il pane lievitato dalla stübe alla cucina, dov’è il forno, evitando così di attraversare luoghi freddi.

Allora, vi hanno ispirato? Dite anche voi la vostra su queste foto, se vi va :-)