Le buone abitudini prese in montagna ti fanno star bene anche in città

Di ritorno da una vacanza in montagna mi sento in forma, rigenerata, riposata, piena di energia. Ma una volta rientrata in città, quanto dura questo effetto di benessere?

Leggevo pochi giorni fa uno di quegli articoli di fine estate in cui si riportava una ricerca proprio su questo argomento. Ebbene: i benefici della vacanza non durano più di 15 giorni. E dopo? Torniamo ad essere quegli individui abbrutiti e grigi che si prendono a spallate in metropolitana, perdono il loro aplomb nel traffico, digrignano i denti in fila alle poste e a casa affogano tutto questo nel barattolo della Nutella, quello da cinque chili.

No, io non ci sto. Ho deciso di mettere in atto una strategia per mantenere la buona forma di corpo e anima conquistata in montagna, che consiste nel mantenere alcune buone abitudini prese lassù.

Non illudiamoci: al mattino dalla mia finestra entro solo un poco gentile olezzo di smog, e non basterà un profuma-ambiente al pino silvestre per convincermi che sono ancora tra i boschi, ma qualcosa si può fare. Ad esempio…

–          Cosa facevo in montagna: la mattina, al risveglio, facevo una buona colazione. Mi sedevo a tavola e mangiavo yogur e cereali, oppure un bicchiere di latte e pane con la marmellata.

–          Cosa posso fare in città: svegliarmi 15 minuti prima e prendermi il tempo di fare colazione con calma, con alimenti sani e nutrienti.

–          Cosa facevo in montagna: durante la giornata facevo varie attività, come il trekking leggero e qualche giro in mountain bike. Ho anche provato il Nordic Walking, poi ve lo racconto…

–          Cosa posso fare in città: dalle 9 alle 18 sono chiusa in ufficio, però posso andare e tornare dall’ufficio a piedi invece che in auto, o addirittura fare una corsetta di mezz’ora dopo il lavoro…sì, questo sarebbe proprio il top.

–          Cosa facevo in montagna: solitamente, a pranzo ero più affamata e mangiavo un buon primo e delle verdure. A cena, dal momento che si andava a dormire piuttosto presto, preferivo un secondo leggero e ancora verdure. E poi sì, un dolcetto me lo concedevo!

–          Cosa posso fare in città: mantenere lo stesso schema alimentare. In ufficio è più facile portare una porzione di pasta, riso o legumi, mentre la sera potrò alternare carne bianche e rossa, pesce, formaggi e uova.

–          Cosa facevo in montagna: come ho detto, andavo a dormire piuttosto presto e mi svegliavo di buon mattino. Mi sentivo riposata e non avevo bisogno di fare riposini durante il giorno, probabilmente perchè rispettavo il naturale ritmo del mio corpo.

–          Cosa posso fare in città: gli unici programmi tv che mi piacciono sono in seconda serata, ma posso registrarli e guardarli nel weekend. Alle 11 a nanna!

Che dite, si può fare? E’ possibile mantenere un po’ del benessere conquistato in montagna anche al nostro rientro in città?