La natura, buona madre e buona maestra: il Parco Nazionale dello Stelvio

Il mio viaggio in Trentino continua con un’indimenticabile giornata di trekking nell’area faunistica del Parco Nazionale dello Stelvio, dove la natura regna incontrastata.

Una giornata di cielo azzurro, l’aria è fresca ma un bel sole settembrino mi scalda le spalle mentre cammino in salita. Sono con alcuni amici e con Giuseppe e Guido, due Guardie Forestali che ci accompagnano e che ci parlano con competenza ed entusiasmo della storia del Parco, delle sue caratteristiche, delle sue regole. Mentre parlano, mi rendo conto che il loro è uno di quei mestieri che si scelgono per passione e che danno la consapevolezza di lavorare per una causa importante, quella di preservare un ambiente dalle caratteristiche naturali straordinarie e di assicurarsi che sia solo la natura a dettarne ritmi e leggi.


Il Parco Nazionale dello Stelvio esiste dal 1935 ed è l’area protetta più estesa delle nostre Alpi. In Trentino comprende i territori della Val di Sole e delle Valli di Peio e Rabbi. Guido ci spiega che i confini del Parco seguono quelli posti dalla natura, quindi le montagne e le acque, e che al loro interno si trova la più vasta estensione di ghiacciai italiani. Questi luoghi, oggi così silenziosi e pieni di pace, sono stati teatro di guerra, come testimonia il Museo di Pejo “La guerra sulla porta”.

Cammin facendo, Giuseppe mi parla delle specie che popolano il Parco. Sono moltissime, cervi, caprioli, camosci e stambecchi (imparo che questi fanno parte degli “ungulati”), volpi, ermellini, marmotte e scoiattoli e poi ancora aquila reale, gheppio, gufo, picchio rosso e nero, gallo cedrone, pernice

Parla e cammina, cammina  e parla, si è fatta ora di pranzo. Ci fermiamo al Rifugio Larcher per una grigliata all’aperto …

… e un po’ di relax nel prato, dove siamo in buona compagnia: guardate qua!

Dopo pranzo, è Ezio a condurci per i sentieri verso il bellissimo Lago di Covel. Come Guido e Giuseppe, anche lui vive in simbiosi con questi luoghi: è una Guida Parco, durante il cammino ci dà consigli sull’andatura da tenere e ci racconta curiosità e aneddoti su tutto ciò che vediamo.

Sapevate, ad esempio, che i licheni che crescono sui larici sono bioindicatori per la salubrità dell’aria? O che c’è un particolare tipo di lichene chiamato “letaria vulpina” che veniva utilizzato dai pastori per tenere lontane le volpi, per le quali rappresenta un veleno? O ancora, che con la pigna del pino cembro è possibile aromatizzare la grappa o ottenere una deliziosa melassa?

Una giornata straordinaria, resa più straordinaria da persone che sono la voce di questi luoghi incantevoli. Difficile descriverli, voi che parole usereste per uno scenario come questo?