Gli gnocchi che non ti aspetti…una ricetta trentina

In Trentino, le ricette sono sempre una sorpresa. Questi ad esempio sembrano semplici gnocchi di patate, e invece…

In cucina, le stesse parole possono avere significati molto diversi. In una cucina napoletana, ad esempio, il ragù non si fa con la carne macinata ma con la carne da spezzatino. Vallo a dire ad un bolognese.

Gli strangolapreti, in Umbria, sono una pasta lunga a sezione quadrata fatta con acqua e farina. Come abbiamo visto, in Trentino sono invece dei grossi gnocchi verdi a base di spinaci.

E allora, se in Trentino chiedo gli gnocchi, cosa mi portano?

METTI UNA SERA A CENA …A COGOLO DI PEJO

Cogolo di Pejo, ristorante dell’Hotel Cevedale, lunedì sera, lunga giornata di viaggio alle spalle e molto appetito.

La signora Sandra, padrona di casa insieme a sua sorella Gianna e a suo fratello Enzo, ci accoglie proprio come se stessimo entrando nel salotto di casa sua e non in albergo. Si siede con noi, stappa il vino, chiacchieriamo amabilmente. Ci racconta della sala in cui ci troviamo – quella del ristorante – che tempo addietro era il cuore della mondanità della valle, teatro di danze e conviti.

Nel frattempo, dalla cucina arrivano profumi deliziosi…e poco dopo arrivano anche i piatti.

E’ tutto squisito, dall’antipasto al dolce, ai formaggi serviti con marmellate fatte in casa e miele di montagna. Ciò che mi ha colpito più di tutto, però, è proprio il piatto apparentemente più semplice, gli gnocchi. Che, naturalmente, non sono di patate ma di ricotta, e non sono profumati con la salvia ma con semi di papavero.

Ecco la ricetta. Le dosi sono per 15 persone, se non avete un albergo fate le dovute proporzioni 😉

GNOCCHI DI RICOTTA

Ingredienti:

–          1 kg di ricotta

–          8 uova (4 intere e delle altre 4 solo il rosso)

–          2 ½ hg di Parmigiano grattugiato

–          1 hg di farina

–          1 cucchiaio di semolino

–          1 cucchiaio di pangrattato

–          Un pizzico di pepe

Preparazione:

Versate la ricotta precedentemente scolata dell’acqua in eccesso in una scodella con il parmigiano grattugiato, le uova, il semolino, il pangrattato, la farina, il sale e il pepe. Lavorate tutti gli ingredienti fino a quando non avrete ottenuto un impasto uniforme. A questo punto, ponete l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata, stendetela in modo che abbia un’altezza di circa 2 cm e, con degli stampini (o, se non li avete, dei bicchierini da liquore) formate dei dischi che poi schiaccerete al centro con un dito.

Cuoceteli in acqua bollente finchè non emergono a galla. Potete condirli con del burro e guarnirli con una spolverata di semi di papavero.

Accompagnate con una buona bottiglia di Teroldego Rotaliano e…il Trentino è in tavola!