Dolomiti Ski Jazz: la Val di Fiemme a ritmo di musica

Da sempre, a casa mia, la Festa del papà è un giorno speciale. Ci spostiamo in Trentino e per una volta, il “capo famiglia”, decide il programma della giornata. Quest’anno il daddy-day prevede: weekend di sci in Val di Fiemme e concerto al Dolomiti Ski Jazz, il noto festival jazz tra le piste delle Dolomiti.

Deglutisco e inizio a sudare: non solo non metto gli sci ai piedi da tempo, ma non conosco il jazz e l’idea di assistere ad un concerto all’aperto, al freddo, non mi fa impazzire. E’ la sua giornata all’anno però, quindi preparo le valigie e venerdì nel tardo pomeriggio siamo già tutti in viaggio verso l’Hotel Shandranj, a Tesero. La sera è dedicata ai racconti nostalgici. Mamma e papà ancora ragazzi: lui cantante in un gruppo jazz, lei groupie scatenata (in famiglia, siamo tutti convinti che si divertano a romanzare :-) ). Mio padre prova a descrivermi il jazz: una musica speciale, intima, che riesce a toccare luoghi inaccessibili per l’anima. Poi tutti a letto presto, domani mattina si scia!

Quando la sveglia suona, vorrei girarmi dall’altra parte…ma fuori il sole splende! Scendo e mi vesto velocemente. Il papà si presenta con il suo classico abbigliamento old-style e degli occhiali da sole improponibili: riusciremo mai a convincerlo ad innovarsi?! Sulle piste del Predazzo Ski Center Latemar tutto è meraviglioso, e persino la sua tuta viola passa in secondo piano. Niente code, neve perfetta e temperatura mite ad accompagnare con un caloroso abbraccio le nostre sciate!

La mattina passa velocemente e cominciamo ad avvertire un certo appetito! Come da programma, ci spostiamo alla Baita Gardonè per il Dolomiti Ski Jazz, dove hanno iniziato a suonare i Valdarno Jazz Ensenble. Inizio a tempestare di domande tutti: alle medie avevo difficoltà con il flauto dolce, e vedo ancora tutti gli strumenti come dai mostri con le corde! Presto dimentico il freddo: le note calde della musica del gruppo e la voce della vocalist scaldano l’ambiente…

La loro musica colma ogni angolo di questo teatro naturale così suggestivo. I miei stanno per tutto il tempo con il fiato sospeso, come se fossero partecipi di qualcosa di straordinario e volessero perdersi neppure un attimo. Per me, che non avevo mai assistito ad un concerto jazz, è stato un continuo crescendo di emozioni. Daniele Malvisi, che suonava il saxs, si fondeva e quasi confondeva con lo strumento. Papà mi spiega che sono un gruppo dalle diverse estrazioni: classica, etnica e rock, per una sinfonia musicale unica!
Un concerto veramente spirituale: il pubblico in assoluto silenzio, l’aria frizzante delle Dolomiti a solleticarci il viso…un’alchimia di sensazioni unica, mai provata prima! Peccato che il Dolomiti Ski Jazz sia già al termine…

Sulla via del ritorno, chiedo a papà come intende trascorrere il resto della giornata. “Ti vedo stanca e quasi provata, meglio se ci rilassiamo tutti nel centro benessere dell’hotel…”. Furbo lui! Tanti auguri papà!
Voi come intendete trascorrere la festa del papà?

 

Foto: Archivio Dolomiti Ski Jazz