Cogli la prima mela. E la seconda, e la terza…

Per un’inguaribile golosa di mele come me, la Val di Non è il Paradiso Terrestre. E potrebbe ben esserlo, dal momento che Adamo ed Eva furono scacciati dall’Eden proprio a causa di una mela. Al posto loro non avrei resistito neanche io.

Una giornata in Val di Non in questo periodo è un’esperienza che consiglio a tutti. La raccolta delle mele è un vero e proprio rito collettivo, celebrato tra gli alberi da agricoltori e appassionati e festeggiato dalla famosa Pomaria, la festa della mela di Val di Non e Val di Sole.

La raccolta va avanti per tutto il mese di ottobre, ma questo è davvero un momento magico. I meli sono ancora carichi di frutti, il paesaggio è splendido, la natura è rigogliosa, l’atmosfera è scaldata da un’estate tardiva che non cede ancora il passo all’autunno.

Tra i meleti si aggirano molti “genitori adottivi” che hanno aderito all’iniziativa “adotta un melo”: hanno trascorso un weekend in Trentino in primavera nel periodo della fioritura dei meli, hanno scelto il loro albero da adottare ed ora sono tornati per raccogliere i frutti del loro melo adottivo.

Anche io ed i miei amici abbiamo il nostro albero. Ci uniamo a Nicola del Pineta Hotels che accompagna i suoi ospiti nel meleto e riempiamo anche noi la nostra cassetta di mele. A metà mattinata, il picnic è d’obbligo con formaggio casolèt, mortandela e schuttelbrot, il tipico pane di crosta con farina di segale e cumino.

Trascorriamo tutta la giornata all’aria aperta, respiriamo aria buona, ridiamo molto, gareggiamo a chi ricorda più storie, favole e leggende sulle mele.

Ecco l’inizio del più antico mito sulle mele, il seguito…le aspetto da voi!

“Gaia, la Madre Terra, diede in dono a Zeus ed Hera un albero di mele d’oro per il loro sposalizio. L’albero, piantato nel giardino delle Esperidi, fliglie della Stalla della Sera, era sorvegliato da Ladon, il serpente che non dorme mai …”